Il problema
Al Salone del Mobile ogni stand grida per farsi notare, e Geberit doveva farsi notare con prodotti per il bagno che sono, per natura, tecnici e poco spettacolari: cassette incassate, meccanismi, ceramiche. Un pannello stampato in quel contesto sparisce. Geberit voleva che la gente si fermasse, toccasse qualcosa e uscisse avendo capito sia il design sia la meccanica dei prodotti.
Cosa abbiamo fatto
Due formati che si completano: video 3D fotorealistici per raccontare, e una Holobox per esplorare.
I video sono renderizzati in Blender Cycles con materiali fisicamente corretti e simulazioni di fluidi per le scene del flusso d'acqua. Inquadrature da film che aprono i meccanismi interni, mostrano la grana dei materiali, ricompongono gli assemblaggi. Ogni video racconta un prodotto (la precisione di una cassetta incassata, la ceramica di una superficie) e funziona sia sui grandi schermi dello stand sia tagliato per i social.
La Holobox è una teca di vetro dentro cui il prodotto sembra galleggiare a mezz'aria e ruotare lentamente. In realtà è un'applicazione Unity HDRP su un PC con touchscreen, un pannello semitrasparente e luci calibrate per l'illusione. Il visitatore tocca il vetro e sceglie il prodotto, lo ruota, lo ingrandisce, confronta finiture e varianti, apre le specifiche tecniche.
Com'è andata
La Holobox è stata tra i punti più fotografati dello stand, e le foto hanno girato sui social oltre i giorni della fiera. Avere due motivi diversi per fermarsi, un video da guardare e un oggetto da manipolare, ha tenuto le persone nello stand molto più a lungo di un allestimento tradizionale.
